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venerdì 25 gennaio 2013

A Single Man

''Ci metto tempo la mattina a diventare George, tempo per adeguarmi a quello che ci si aspetta da George, e a come deve comportarsi, una volta vestito e data un'ultima lucidatura a colui che ora è il debolmente rigido ma perfetto George, so quale parte interpretare''



Proprio oggi mi sono rivisto 'A Single Man' ed è un altro dei film che amo.
Dovendolo definire con qualche aggettivo direi: elegante, raffinato, attento ai particolari e toccante. 
La storia è ambientata nel 1962 in California. George, il protagonista , è un docente universitario, e porta con sé un lutto. Il lutto del suo fidanzato, morto in un incidente d'auto. Il dolore è continuo, immenso e lacerante e George decide che la sua vita non vale più la pena di essere vissuta. Decide quindi di togliersi la vita.



Però proprio perché questo sarà il suo ultimo giorno, George riesce a notare tramite piccoli accorgimenti, come i bambini dei vicini che giocano o lo sguardo di un passante, degli spiragli di bellezza nel quotidiano che prima non riusciva a scorgere.
Eppure il suo sguardo è perso, non si posa sulle persone, è sempre altrove e nessuno riesce ad accorgersene, eccetto uno studente.

 
Non anticipo oltre, ve lo raccomando caldamente.
Non voglio passare per la persona che si lamenta o che passa per quella triste, è solo che in questo blog posso esprimermi liberamente senza dovermi filtrare e quindi posso dar voce a tutto quello che sento.
Mi riconosco nel protagonista, specialmente nella frase che ho riportato.
Cioè che ci metto tempo la mattina a diventare Me, ad essere quello che ci si aspetta dagli altri, quello felice, quello che non ha problemi, quello che sembra essere perfetto quando sono tutto meno che perfetto.

Ammetto di essere un giovincello, a 23 che vuoi saperne della vita e di come gira il mondo mi potreste obiettare, eppure mi capita di sentirmi solo anche quando sono in mezzo alla folla.
Quando parlo con i miei coetanei li vedo vuoti, la principale necessità che hanno è quella di appagare la sete di alcool e di sesso senza curarsi di ciò che hanno attorno. Non riesco ad avere un dialogo, non si interessano di cinema, di libri, di attualità, di nulla. Il principale argomento è raccontare quanto si sono ubriacati la sera prima. C'è chi mi ha detto che sono 'vecchio dentro'.
Li invidio, loro a loro modo riescono a vivere e ad essere felici, hanno i loro momenti tristi, però li riescono a superare con poco. E allora mi chiedo, sono io l'anormale? Dovrei adeguarmi a loro?
Forse non ho trovato le persone giuste.



Non è facile trovare qualcuno con cui parlare di tutto, io mi divido tra le persone, con alcuni tratto certi argomenti, con altri altri. Ma di alcuni argomenti non parlo con nessuno. Ed è proprio qui che interviene il blog. Qui posso parlare, o almeno ci riesco di più, di molti miei aspetti.

Qui vi riporto il dialogo tra il protagonista e lo studente

Se il passato non conta e il presente è uno strazio, che ne è del futuro?
Quale futuro? Cuba potrebbe farci saltare in aria!
La morte è il futuro, può non essere il tuo immediato futuro ma lo condividiamo tutti, la morte è il futuro.
Ha ragione, credo...
Quindi se non ci godiamo il presente, non c'è gran che da pensare ad un futuro migliore
Si, l'avevo pensato, è che non si sa mai, guardi stasera... In effetti mi sento quasi sempre solo
Davvero?
Si, mi ci sono sempre sentito, voglio dire, nasciamo da soli, moriamo da soli, e mentre siamo qui siamo assolutamente sigillati nei nostri corpi, davvero assurdo, pensarci mi fa impazzire! La nostra unica esperienza del mondo esterno passa per la distorta percezione che ne abbiamo. Chissà com'è lei veramente, io vedo solo ciò che credo lei sia
Io sono esattamente come appaio.
(....)
La cosa per cui ne è valsa davvero al pena sono state le poche volte in cui ho stabilito un contatto con un essere umano.
Ho avuto un'intuizione su di lei! Avevo la sensazione che fosse un vero romantico!

Mi sento romantico anche io, voglio credere negli altri, voglio credere nell'amore.
Per chiudere il post porto un'ultima perla del film:

'Se ci aspetta un mondo senza sentimenti, non è il mondo in cui voglio vivere'


lunedì 14 gennaio 2013

Fanno così le persone che vogliono essere felici

'' Devo raccontarvi una storia.
Parla di un ragazzo che ha sempre fatto quello che volevano i suoi genitori, ha pensato sempre a quello che volevano loro, senza mai dire quello che voleva lui, senza mai racontare a nessuno quello che era.
Questo ragazzo aveva qualcosa, aveva un problema, un difetto come direste voi, a questo ragazzo piacevano gli altri ragazzi. Per anni questo ragazzo ha tenuto nascosto tutto, non parlava con nessuno, si è pure fidanzato con qualche ragazza per far finta di essere come gli altri.
Poi un giorno nella fabbrica dove lavorava trovato un amico, un amico speciale, uno che lo capiva forse perchè era come lui, uscivano insieme e si vedevano spesso.
Eh ma poi questo ragazzo si è preso paura, paura che la gente potesse chiacchierare, paura che scoprissero quello che nascondeva e per non far parlare la gente questo ragazzo ha licenziato Michele dalla fabbrica.
Trent'anni ho buttato a nascondermi, per paura di quello che potevate pensare, e adesso finalmente ho trovato il coraggio di dirvelo: sono gay.
Sono gay, omosessuale, finocchio, frocio, ricchione.
Io voglio mettere tutto in chiaro papà, tu non vuoi capire.
Non ce la faccio più, non ne posso più di nascondermi.
Cosa diranno domani in città. Tra poche ore lo sapranno già tutti. Cosa gli dirai quando li incontrerai per strada? Cosa? ''


Questa scena ogni volta che la vedo mi manca il respiro. Probabilmente conoscete anche il film, è ''Mine Vaganti''. 
Per chi non lo conoscesse parla di due fratelli, entrambi omosessuali non dichiarati. Il film è ambientato a Lecce, la famiglia ha un pastificio dove lavora il figlio maggiore, mentre l'altro studia a Roma. Una sera mentre tutta la famiglia è riunita a tavola, il fratello maggiore fa coming out e viene cacciato di casa, immediatamente dopo al padre viene un infarto con tanto di caduta dalla sedia tirandosi dietro tutta la tovaglia. Il film poi prosegue col padre che vuole affidare il suo volere al figlio minore, disprezzando il fratello per la sua vergognosa condizione di omosessuale, pur non sapendo dell'omosessualità del figlio minore.
Il regista è Ferzan Ozpetek, regista che ammiro, sia per gli altri film che ha fatto, sia per come mi abbia fatto rivalutare l'opinione che avevo su certi attori italiani ma soprattutto dei temi che affronta che erano quasi inesistenti qui in Italia. Precisamente in questo film i due figli sono interpretati da Scamarcio e Preziosi, soprattutto il secondo 'a pelle' mi stava sulle scatole. E invece grazie a questo film mi sono dovuto ricredere.


Tutti, e dico tutti gli attori mi sono piaciuti molto nell'interpretazione, specialmente la nonna, interpretata da Ilaria Occhini, quest'attrice è proprio ganza!


Ora arrivo al punto del discorso.
Non mi capita spesso di rivedere un film, perché ciò accada mi deve piacere molto, e Mine Vaganti di sicuro ricade nella lista di quei film che rivedo e pure volentieri.
Specialmente questo film lo sento tanto, lo sento battere nella pancia e mi fa sobbalzare il cuore. Ricalca con maestria la situazione di molti omosessuali, costretti dagli altri e soprattutto da se stessi a tacere sulla loro vita. 
Molte scene sdoganano finalmente la figura ricolma di cliché dell'omosessuale che ci è stato dato in pasto sia al cinema che in televisione che in qualsiasi altro modo.
Anche i genitori nel film cercano con insistenza di leggere dei segnali nel passato del figlio per cercare di dare una spiegazione per l'omosessualità, quando ovviamente di segnali non ce ne sono.
Ci sono tante cose mi piacerebbe dire, ma cercare di spiegarle non renderebbe grazia al film.
Non mi è facile estrapolare una scena come più significativa, in quanto tutto il film è ricolmo di significato e va considerato in toto. Anche se ora, ripensandoci, una scena che mi piace più delle altre c'è, e questa scena è come un pugno nello stomaco ma rasenta la perfezione.


Buongiorno nonna, che c'è, mi sono svegliato tardi anche oggi come gli scansafatiche?
No, ti sei svegliato al momento giusto..... Tommaso sei stato bravo a resistere, vai così! Sbaglia sempre per conto tuo
È cosi che fanno i signori?
No, i signori non centrano, fanno così le persone che vogliono essere felici

Se non avete ancora visto il film correte a vederlo, non ve ne pentirete.

P.S.
tiro un sospiro di sollievo perchè per sbaglio si era cancellato il post proprio quando lo avevo finito di scrivere e vedendo partire il salvataggio automatico temevo che il danno fosse stato fatto, per fortuna non è stato così!