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lunedì 14 luglio 2014

Cosa c'è di sbagliato in me


E' passato molto tempo dal mio ultimo post.
Oserei dire troppo.
Mi sarebbe piaciuto poter scrivere un bel post in cui raccontavo di come, in questo lasso di tempo, le cose andavano bene, che ora stavo meglio, e che questa parentesi era solo una cosa passeggera.
Purtroppo nulla di tutto è accaduto, anzi.
La mia situazione non ha fatto altro che peggiorare.   



E' stato un po' come mettere il piede nelle sabbie mobili, cosi facile entrarci e così difficile uscirne. E il grosso dell'errore sta nel fatto che ci prendi confidenza, e allora provi ad immergerti con entrambi i piedi e vedi che ci puoi stare, che hai il controllo della situazione, che in qualsiasi momento tu voglia ne vieni fuori.



Ok, sono riuscito finalmente a fare quel maledetto esame che mi dava il tormento, ora mi prendo un po' di riposo e mi stacco da tutto e da tutti.
Inizio ad uscire meno, passo più tempo in casa, guardo serie tv, navigo su internet, gioco ai videogames.
Per un po' ci sta, faccio quello che mi rilassa.
Però sento un sottofondo di tristezza, di malessere.
Perché?
Sarà stato il periodo di forte stress che ho appena vissuto.
Lentamente tutto inizia a perdere valore, mi sento vuoto, perso, insoddisfatto.
Schivo le uscite, smetto di rispondere ai messaggi, mi stacco dalla realtà esterna.
Contemporaneamente aumentano i problemi allo stomaco.
Iniziati in maniera lieve, iniziano ad accentuarsi, di più, sempre di più, fino a cronicizzarsi.
Ho nausee continue, dolori, gonfiori.
Mi sembra di star male sempre, mi sforzo di uscire, ma l'incapacità mia e i dolori mi paralizzano.
Beh ma non posso continuare così, basta, oggi esco.
Entro al supermercato, ho un lieve fastidio allo stomaco, cerco di non pensarci.
Ok, cos'è che devo comprare? Le uova, ok sono di la.
Da quando fa così caldo? Cavoli mi gira la testa, perché l'aria sembra cosi rarefatta?
Sto iniziando a sudare...
No, ti prego no.
So cosa mi sta succedendo, ma perché? Perché adesso, perché?
Cerco di staccare la mente dal giro dei pensieri ma ormai viaggia per conto suo.
Mollo tutto ed esco a prendere una bella boccata d'aria e a cercare di calmarmi.




  
Quello che ho avuto è un attacco d'ansia.
C'è una seconda cosa che non detto quasi a nessuno, cioè del fatto che ho sofferto e soffro di attacchi d'ansia e di panico.
E' una delle cose peggiori che ti possano capitare e non li auguro davvero a nessuno.
Questa è una nota dolente della mia vita, mi è difficile parlarne perché non è facile spiegare cosa si prova e come si sta, troppo spesso si viene malintesi e non capiti.
Il panico è subdolo, ti colpisce quando sei in un momento difficile e ti coglie alla sprovvista.
Il peggio è che una volta che ne sei colpito percepisci in maniera differente le cose e le situazioni. Un esempio?
Se sono stato male in una data situazione o in un dato contesto la prossima volta potrebbe risuccedere.
Basta solo azionare, involontariamente, questo meccanismo e il gioco è fatto.
Precipiti in una spirale che lentamente ti attanaglia fino a prenderti il collo e a stritolarti.
Fino ad arrivare ad un punto in cui ti accorgi che non sei più tu a vivere la tua vita. 

Non ne hai più il controllo.   
Nel mio caso l'ansia ha trovato somatizzazione nello stomaco, almeno questo è quello che dice il gastroenterologo.
Sono stato a farmi una visita specialistica perché non vivevo più, le nausee mi rendevano difficile mangiare, i dolori mi facevano stendere a letto e i farmaci per la gastrite hanno avuto un effetto limitato, per poi risultare inutili.

Ma allora cos'ho nello stomaco che mi tormenta e non mi dà pace?


Quando poi ti accorgi che forse sei sprofondato un po' troppo, ti guardi intorno e cerchi di capire come sei messo e realizzi che così non va bene, e allora in quel momento inizi a divincolarti, ma non sai, che più ti muovi e più fai danni perché sprofondi sempre più.
Ma almeno lotti.



Ho passato un paio di mesi tremendi, non sapevo più che fare, ero distrutto.
Fortunatamente ora sembra andare meglio, eppure i dolori allo stomaco continuano a ripresentarsi, meno intensi, forse perché adesso mi sono un po' ripreso e l'ansia è scesa.
Come dicevo in passato ero già stato male, ma credevo di essere arrivato ad un buon punto e invece mi è crollato tutto addosso di nuovo e ora va pure peggio.
Ora in un qualche modo sto cercando di recuperare tutti i pezzi di me che si sono infranti, devo capire come riassemblare il tutto ma senza usare colle o simili, non voglio soluzioni temporanee, voglio andare a fondo per capire, così da non ricadere più.

Questo è ciò che pensa la parte razionale.
L'altra invece è stanca di continuare questa guerra dato che ho gettato le armi tempo fa.
Sono pieno di domande a cui ora non riesco dare risposta.



Il peggio arriva quando la sabbia inizia a lambirti il collo, capisci che non c'è più nulla che puoi fare da solo se non sprofondare ancora, questa volta senza muoverti, così che tutto avvenga lentamente.




lunedì 1 luglio 2013

Look right through me






L'ansia ti sale piano e nemmeno te ne accorgi. 
Parti con un piccolo pensiero che ti disturba, poi lo sommi ad un altro e un altro ancora. 
E quello? Certo, come posso non contare nemmeno quello?
E allora arrivi a realizzare che tutto questo è troppo.
Da quanti sopravvivi a questa situazione?
Da quanto hai smesso di vivere?
Da quanto quel tuo sorriso è in realtà un sorriso falso e lo celi così bene?
Dopo tutti questi pensieri e domande che percorrono in pochi attimi i tuoi pensieri, il corpo inizia a reagire in maniera allarmata.
Inizi a respirare sempre più affannosamente, fino a perdere il fiato.
E nell'istante di culmine, ti rendi conto che sei in preda al panico ma allo stesso tempo non hai più alcun pensiero per la testa se non il tornare a respirare.
E quel primo respiro arriva a pieni polmoni, come quasi il primo respiro che hai fatto quando sei nato che ti ha causato il primo pianto della tua vita.
Ora il tuo respiro è decisamente più regolare e all'improvviso riesci a calmarti.
La cosa tremenda è che il tutto accade in un lasso di tempo brevissimo e non riesci a capacitarti di come sia possibile.
Basta, certi pensieri è inutile farseli se si vuole prendere sonno.
Allora ti giri su un fianco, ti raccogli a guscio e cerchi di pensare a tutt'altro e sperare che domani sarà una giornata diversa.



Le giornate spesso le passo in casa, a tergiversare.
Prendo il libro ed inizio a studiare, ma dopo poco perdo la concentrazione e riprendere il filo sembra impossibile.
Ho così tante idee per la testa, mi piacerebbe fare così tante cose, scoprire cose che non conosco e visitare luoghi conosciuti solo per via indiretta.
Eppure continuo a rimanere seduto e a guardare il tempo che inesorabile ha già mangiato un altro secondo, un altro minuto, un'altra ora, un'altra giornata.
Il far niente riesce a vincere sulla voglia di fare.  


"Questi sono gli anni migliori, goditeli perchè poi non tornano più!"





Al momento non posso essere felice, perchè deluderei troppe persone. 
La mia felicità comporterebbe delle scelte che farebbero soffrire le persone che mi stanno intorno.
Piuttosto preferisco soffrire io e in silenzio, che dover subire certi sguardi.

Per quanto ancora riuscirò ad andare avanti così?  



Mi spiace per questo post così tardivo e così triste.
Ma questo post contiene pezzi sconnessi di vita che mi accadono.
In realtà ne avevo scritti altri, ma poi li ho cancellati, non volevo sembrare troppo tedioso.



"Quando uno è giovane tende a credere che la strada per la felicità sia una sola e piena di difficoltà.
 Ma in realtà, è molto più semplice di quanto si pensi" 

sabato 25 maggio 2013

Riescono gli occhi a celare l'anima?



Le cose nell'ultimo periodo non vanno.
Non vanno come avevo pianificato e sperato.
E ora che tutto va a puttane mi rendo conto degli sbagli che ho commesso.
E mi odio ancora più profondamente per non sapere cosa fare, di non saper prendere una decisione. 
E' che devo decidere per il mio futuro e mi sembra una cosa troppo grande per me.




Uscito dal liceo mi si prospettava un'infinità di scelte e di possibilità, mi sono iscritto all'università e anche ad una facoltà decisamente tosta. Almeno le materie mi piacciono, le studio volentieri, ma alcuni esami sono inumani, pesantissimi, quasi da mandarti fuori di testa.
Però mi sono rimboccato le maniche, i primi esami non sono andati bene, ma non volevo mollare, dovevo farcela. Le cose poi sono lentamente migliorate, ho iniziato a passare esami, non con voti eccelsi, ma questo non mi importava, ero soddisfatto perchè me l'ero sudato tutto.
Ora le cose sono ferme, sono bloccato e non riesco ad andare avanti.
Buttare tutta la fatica che ho fatto mi sembra una pazzia, d'altro canto la voglia di continuare è diminuita. Non so che fare. Sono disorientato. Ho paura. Proprio ora che mi trovo in un momento per me difficile, un pensiero presente da molto nella mia testa è emerso con violenza.
Io l'ho sempre tenuto nascosto sotto altre priorietà che credevo più importanti.
Mi ripetevo di continuo che non era il momento giusto, che prima sarei dovuto arrivare ad una certa stabilità.
Può sembrare una cosa sciocca, non lo so, sono delle convinzioni che mi sono messo io.
Nella mia testa mi ripetevo: pensa a studiare, all'amore ci pensi dopo.
E allora cos'è questa cosa che mi tormenta dentro e che non mi lascia stare?

Ma qualcosa che non torna c'è
C'è che ho freddo e non mi copro

Continuo a sfuggire da quello che in realtà cerco. La verità?
Sono stanco, stanco di non riuscire ad urlare al mondo che voglio amare ed essere amato.
Ho capito che senza amore non si può vivere, si potrebbe anche vivere ma sarebbe solo sopravvivere.
Avere qualcuno che si preoccupi per me, che mi chieda come è stata la mia giornata, che abbia voglia di ascoltare tutti i miei pensieri, le mie preoccupazioni, le mie paure, che mi abbracci e che dica che sarà sempre li per me e che insieme si superera tutto. 

Mi piacerebbe poter cucinare per lui,



fare il bagno assieme, 



guardarlo mentre dorme,



 proteggerlo, sotenerlo, incoraggiarlo, soddisfarlo, abbracciarlo, baciarlo.



Ma al tempo stesso mi spaventa enormemente questa cosa, perché credo che ora come ora potrei lasciare tutto e tutti per un po' di quell'amore che non ho mai provato, e questo non sarebbe giusto nei miei confronti. 

Si può avere così tanta voglia di amare da sentir il cuore scoppiare?

martedì 23 aprile 2013

Mi hai visto ultimamente?

Sei sbucato fuori all'improvviso, non ricordo che lezione fosse, ma durante la pausa, voltandomi, ti ho visto. E non potevo non notarti, ricalchi più che bene i canoni che mi attirano di un uomo.
Ti sei insinuato lento nei miei pensieri, lo volevo, anche se non lo volevo.
Eri schivo, ti sedevi sempre in fondo, non parlavi mai con gli altri, seguivi la lezione, poi prendevi e te ne andavi.



Quando la mattina arrivavo in classe mi sedevo tra i miei amici, però con lo sguardo controllavo se eri arrivato, se eri seduto con qualcuno o eri solo.
Capivo che stavi diventando un pensiero fisso quando, vedendoti, cambiava quel qualcosa in me.
Un giorno, finalmente abbiamo scambiato quattro chiacchiere su un esame che stavamo preparando entrambi, quanto mi piaceva sentire la tua voce, bassa e così calma, ma anche graffiante.
Ho cercato informazioni su di te con le poche cose che sapevo, ma ogni tentativo è stato vano. 



Ho scoperto che frequentavi l'aula studio, da solo con i tuoi libri, io stavo in mezzo ad altri e non potevo venire da te, e non avrei nemmeno saputo che dirti. Non riuscivo a studiare, continuavo a cercarti coi miei occhi, finchè anche tu gli hai alzati e mi hai guardato. 
Ho distolto subito lo sguardo, mi hai fatto agitare, eppure volevo guardarti ancora, quindi ho riportato lo sguardo su di te e dopo poco i nostri sguardi si sono incrociati nuovamente.



Dovevo smetterla, non è opportuno fissare le persone.
Chissà cosa avrai pensato.
Mi sono rimesso a studiare, questa volta seriamente.
Mentre mettevi via le tue cose e ti alzavi, ti ho guardato un'ultima volta, anche tu lo hai fatto, poi te ne sei andato.
Quella notte feci fatica ad addormentarmi, il tuo pensiero non mi lasciava stare.



Lì ho capito che stavo andando oltre, dovevo porre fine a questi pensieri che non mi avrebbero di sicuro portato a niente. Così pian piano ti ho lasciato andare, e sei scivolato via.


Tutto ciò accadeva più di un anno fa. 
L'altro giorno ti ho rivisto all'università, mi sei passato davanti, ti ho guardato ma non so dire se tu mi abbia visto. Chissà se hai notato che non seguo i tuoi stessi corsi, se ti sei mai chiesto che fine avessi fatto.
Sai, ogni tanto, io ti penso ancora.


giovedì 4 aprile 2013

Hey, Romeo!

Premmetto subito che la foto non c'entra col pezzo, solo che essendo un gran figo il ragazzo in foto, e avendomi turbato (ovviamente in positivo la giornata!) mi sembrava scorretto non dedicarli uno spazietto!

 


Credo sia quasi inevitabile, un passaggio obbligato o che almeno ognuno di noi ha fatto, anche solo per curiosare.
Parlo dei siti di incontri.
Io mi sono iscritto per curiosità, suppongo al più conosciuto tra i siti di incontro gay, ovvero Gayromeo.
Non ho utilizzato alcuna foto e non ho inserito nessun dato personale, ero interessato più che altro a vedere e studiare l'ambiente. Mentre organizzavo il tutto ero nervoso, agitato, avevo paura di essere scoperto, rintracciato, so che non è possibile e che è una cosa stupida da pensare eppure questo mi fa riflettere e su quanto ancora devo lavorare sopra la mia accettazione.
Nemmeno passa 1 secondo dalla mia avvenuta registrazione che già mi scrivono:
ciao
ciao
cm stai?
bene, tu?
io cerc osesso, t intressa?
no, grazie

Ma io dico, mi sono appena iscritto, non ho messo nessuna informazione, senza foto, potrei essere chiunque, che mi scrivi subito per scopare? Speravi che visto che eri il primo a scrivermi mi sarei sentito galvanizzato per essere stato subito rimorchiato e mi sarei concesso ad un estraneo? E almeno scrivi in italiano!
(Buongiorno umorismo! Mi sono proprio svegliato bene oggi, no?)

Ecco avevo messo come città Roma, avevo scelto appunto la capitale pensando che essendo ampia la popolazione, sarà anche maggiore la percentuale di gay e quindi potessero diminuire le possibilità di ricevere subito messaggi, ma sbagliavo di grosso, quindi ho subito cambiato città con una a caso oltreoceano. (mi hanno scritto anche li, ma almeno sono stati meno diretti, anche se il fine era lo stesso)
La cosa principale che non mi piace di questi siti è che sembra di stare davanti ad una vetrina a scegliere con chi passare delle ore liete a darci dentro. L'idea di poterci trovare un fidanzato mi pare remota, certo non impossibile ma comunque mi sembra molto ardua.
Dato che finalmente nessuno mi scrive (mi sembrava maleducato non rispondere) passo alla ricerca, e scelgo regione e città.
Si aprono molte pagine, cosa faccio ora? Apro tutti i profili con le foto e do' un'occhiata.
Sono stato decisamente critico, ma potendomi basare su poche informazioni non potevo fare altrimenti.
Mi piace leggere quello che scrivono nei profili, questo aiuta molto la mia selezione, spesso in negativo eliminando chi utilizza una grammatica scadende, permettetemelo ma l'uso improprio dell'italiano proprio non lo sopporto.
E non sopporto nemmeno chi si crede un gran figo e impone che chi lo contatti abbia connotati quasi divini ma mai al di sopra dei suoi, sia mai che la sua travolgente avvenenza possa essere messa in secondo piano.
Inoltre ho tolto tutti quelli che cercano sesso, sesso e ancora sesso, certo è una necessità corporea, e non è che non la senta ma al momento sento maggiormente la necessità di nutrire la mia anima.
Mi rimangono pochi profili, circa 3, bei ragazzi, svegli e non banali. Entrambi sono verso la 40ina, per me non c'è nessun problema, anzi li preferisco di gran lunga più grandi saggi di me, non so però se possa valere il contrario.
Ma poi tutto si è fermato qui, non mi sentivo a mio agio, non mi sembrava una cosa giusta da fare.
Le solite paure, le solite incertezze sono riemerse. 
Spesso nei profili trovo scritto: Non voglio indecisi o quelli che non sanno cosa vogliono.
Io so cosa voglio ma non so se ora riesco a lottare per averlo. Vivo ancora nascosto e fare il primo passo non è semplice, vorrei farlo con calma e con una persona che capisca e che sappia aspettare e sopportare i miei tempi.
Che palle di situazione e che palle che sono io.

martedì 26 febbraio 2013

Due uomini che si baciano non è una cosa normale

L'altra sera sono uscito a cena coi parenti, tra i tanti discorsi è saltato fuori l'argomento dell'uomo incinta. Scott Moore era una donna, ma una volta uomo ha sentito il desiderio di paternità ed è rimasto incinta.


Certo, è una cosa inusuale, tra i parenti c'è chi l'ha definita come non normale, poi il discorso si è spostato sul fatto delle adozioni per le coppie omosessuali.
Il principale problema sollevato è stato il fatto che il bambino avrebbe vissuto in un ambiente di discriminazione e che gli avrebbe precluso il fatto di poter vivere un'infanzia tranquilla.
Una volta a scuola, tra gli altri bambini, confrontandosi sarebbe venuto fuori il fatto di avere due padri o due madri e i bambini spesso sono diretti e 'cattivi' e prendono in giro e discriminano facilmente.
La mia obbiezione iniziale è stata che non la vedo come una cosa non normale, semmai non è una cosa che si è soliti vedere. Dal mio punto di vista non ci sono problemi nell'affidare un bambino ad una coppia omosessuale, il problema sarebbe la società e l'ignoranza della gente. 
Appunto il problema di fondo sta nella società, e di esempi di omofobia purtroppo ce ne sono a bizzeffe. 
Inoltre fin da piccoli non ci viene mostrata l'altra possibilità, quella omosessuale, spesso la si scopre per vie traverse e filtrata. Ma nessuno ha mai pensato che cosa prova un ragazzino quando sente di provare attrazione verso l'amico maschio? Contro quali pensieri deve combattere nella sua testa? Passa tutto un percorso di rifiuto, spavento, negazione, rassegnazione e poi se uno ci arriva accettazione. Nemmeno dovessimo elaborare un lutto, dobbiamo ''solo'' affrontare una parte di noi stessi.
È vero non è per tutti così, però credo che lo sia per la maggior parte di noi.
Quindi la scelta migliore potrebbe essere di educare fin da piccoli alla possibilità dell'omosessualità?
Come risposta ho avuto che i bambini potrebbero non capire e confondere l'amicizia con l'amore.
E allora che problema ci sarebbe?
Mi è capitato di chiedere ad un bambino di 10 anni cosa ne pensa se vede due uomini che si baciano, la sua risposta è stata: Che schifo!
Conosco la famiglia ed è tollerante (che poi cosa si dovrebbe tollerare? va beh... ), ma comunque lui  ha ricevuto questo pensiero e sono convinto che non l'ha ragionato di suo, lo segue perchè anche gli altri lo pensano. Quindi mi sento convinto di dire che se si insegnasse fin da piccoli a rispettare il prossimo, che siano bambini di coppie omosessuali, o di single, o di genitori separati, si potrebbe vivere senza il peso delle cattive parole degli altri.



La cena poi è proseguita, ed ho avuto un battibecco (credo non serva che vi dica chi dei due sono io):
Se vedo due uomini che si baciano non è una cosa normale.
Dire normale non è il termine corretto da usare, così fai intendere che sia anormale.
Allora se vedo due uomini che si baciano non è naturale.
La natura prevede l'omosessualità, è una cosa del tutto naturale.
Ma solo l'amore tra l'uomo e la donna crea la vita.
L'amore non è fine alla procreazione e soprattutto l'amore non ha sesso. I sentimenti che una persona può provare per un'altra, indipendentemente dal sesso di quest'ultima, a mio avviso sono gli stessi che tutti possiamo provare. Non possiamo distinguere amore etero e amore omo.


Sembrava quasi intendessero che l'amore omosessuale possa essere solo fisico, solo basato sul sesso. Mi spiace ma io non la credo in questo modo, per nulla. Che poi mi girano quando mi usano certe parole, tipo: è normale. Ma cosa vuol dire normale? 
Io direi che normale è tutto quello che socialmente ci viene proposto ed accettato dai più. Ovviamente tutto il resto non vuol dire che sta fuori dal mondo!!

Quanta pazienza ci vuole, delle volte non mi rimane nemmeno la forza di controbattere.
Eppure non mi pare di portare dalla parte degli omosessuali, sto solo cercando di far rispettare la vita e la libertà delle persone. Mi lascia perplesso questa mancanza di onestà intellettuale che trovo nei discorsi della gente. I loro pensieri spesso sono prodotti o dalla chiesa o dai pregiudizi insiti in loro.
Quand'è che le persone inizieranno a ragionare con la loro testa e a mettere in discussione le loro credenze?
Che poi potrebbero pure rafforzarsi ma almeno passerebbero attraverso un processo di autocoscienza e  sarebbero partorite da una mente pensante.

Eppure poi sono proprio i bambini a darci gli insegnamenti migliori, dalla loro purezza e semplicità molta gente dovrebbe prenderne esempio, guardate questo bambino si chiama Calen e alla vista di due omosessuali reagisce in questo modo... 

        


Volevo dire tante cose e forse mi sono perso un po', ma credo di essere riuscito a farmi intendere.


lunedì 18 febbraio 2013

L'ora del lupo

"L’ora del lupo è l’ora tra la notte e l’alba. E’ l’ora in cui molte persone muoiono, quando il sonno è più profondo e quando gli incubi sono più reali. E’ l’ora in cui gli insonni sono tormentati dalle loro più profonde paure, quando i fantasmi e i demoni sono più potenti. E’anche l’ora in cui molti bambini nascono”.



Non so definire di preciso che cosa mi stia accadendo nell'ultimo periodo. Il mio umore cambia troppo repentinamente, probabilmente è dovuto al fatto che al momento non ho una routine di azioni da compiere.
Durante il giorno, ancora di più se c'è il sole, le cose mi sembrano più facili, possibili, quasi ridicole a dirsi, ma poi quando il sole cala e pian piano la notte inghiotte la luce le mie sicurezze vacillano.
No, non sono metereopatico, mi ci mancherebbe anche quello!
Certo la paura del buio è una paura recondita dell'uomo, una paura ancestrale che ci si porta avanti fin dagli uomini primitivi, però non ne sono spaventato, anzi direi che la notte ha decisamente il suo fascino.
Quando arriva il momento di coricarsi però ci siamo solo io e i miei pensieri, e li mi frego. 
Cosa ne sarà di me domani? Dei miei progetti, dei miei sogni, delle mie aspettative? Non me lo avevano detto che era così difficile crescere, specialmente nella situazione in cui ci troviamo ora.
Questa costante paura di non farcela, di non riuscire a portare a termini gli obiettivi che mi sono (im)posto, dell'incertezza del domani, del dover dare spiegazioni, del non sentirmi totalmente libero.
Quando l'angoscia inizia quasi a non farmi respirare la smetto, mi sforzo di pensare ad altro, altrimenti non mi addormenterò mai, è difficile, lo so, ma poi infine la stanchezza sopraggiunge e finalmente riesco a dormire.


         

Lie awake in bed at night
And think about your life
Do you want to be different?
Try to let go of the truth
The battles of your youth
'Cause this is just a game

It's a beautiful lie
It's the perfect denial
Such a beautiful lie to believe in
So beautiful, beautiful lie it makes me

It's time to forget about the past
To wash away what happened last
Hide behind an empty face
Don't ask too much, just say
'Cause this is just a game

Everyone's looking at me
I'm running around in circles, baby
A quiet desperation's building higher
I've got to remember this is just a game

So beautiful, beautiful
It's a beautiful lie



venerdì 25 gennaio 2013

A Single Man

''Ci metto tempo la mattina a diventare George, tempo per adeguarmi a quello che ci si aspetta da George, e a come deve comportarsi, una volta vestito e data un'ultima lucidatura a colui che ora è il debolmente rigido ma perfetto George, so quale parte interpretare''



Proprio oggi mi sono rivisto 'A Single Man' ed è un altro dei film che amo.
Dovendolo definire con qualche aggettivo direi: elegante, raffinato, attento ai particolari e toccante. 
La storia è ambientata nel 1962 in California. George, il protagonista , è un docente universitario, e porta con sé un lutto. Il lutto del suo fidanzato, morto in un incidente d'auto. Il dolore è continuo, immenso e lacerante e George decide che la sua vita non vale più la pena di essere vissuta. Decide quindi di togliersi la vita.



Però proprio perché questo sarà il suo ultimo giorno, George riesce a notare tramite piccoli accorgimenti, come i bambini dei vicini che giocano o lo sguardo di un passante, degli spiragli di bellezza nel quotidiano che prima non riusciva a scorgere.
Eppure il suo sguardo è perso, non si posa sulle persone, è sempre altrove e nessuno riesce ad accorgersene, eccetto uno studente.

 
Non anticipo oltre, ve lo raccomando caldamente.
Non voglio passare per la persona che si lamenta o che passa per quella triste, è solo che in questo blog posso esprimermi liberamente senza dovermi filtrare e quindi posso dar voce a tutto quello che sento.
Mi riconosco nel protagonista, specialmente nella frase che ho riportato.
Cioè che ci metto tempo la mattina a diventare Me, ad essere quello che ci si aspetta dagli altri, quello felice, quello che non ha problemi, quello che sembra essere perfetto quando sono tutto meno che perfetto.

Ammetto di essere un giovincello, a 23 che vuoi saperne della vita e di come gira il mondo mi potreste obiettare, eppure mi capita di sentirmi solo anche quando sono in mezzo alla folla.
Quando parlo con i miei coetanei li vedo vuoti, la principale necessità che hanno è quella di appagare la sete di alcool e di sesso senza curarsi di ciò che hanno attorno. Non riesco ad avere un dialogo, non si interessano di cinema, di libri, di attualità, di nulla. Il principale argomento è raccontare quanto si sono ubriacati la sera prima. C'è chi mi ha detto che sono 'vecchio dentro'.
Li invidio, loro a loro modo riescono a vivere e ad essere felici, hanno i loro momenti tristi, però li riescono a superare con poco. E allora mi chiedo, sono io l'anormale? Dovrei adeguarmi a loro?
Forse non ho trovato le persone giuste.



Non è facile trovare qualcuno con cui parlare di tutto, io mi divido tra le persone, con alcuni tratto certi argomenti, con altri altri. Ma di alcuni argomenti non parlo con nessuno. Ed è proprio qui che interviene il blog. Qui posso parlare, o almeno ci riesco di più, di molti miei aspetti.

Qui vi riporto il dialogo tra il protagonista e lo studente

Se il passato non conta e il presente è uno strazio, che ne è del futuro?
Quale futuro? Cuba potrebbe farci saltare in aria!
La morte è il futuro, può non essere il tuo immediato futuro ma lo condividiamo tutti, la morte è il futuro.
Ha ragione, credo...
Quindi se non ci godiamo il presente, non c'è gran che da pensare ad un futuro migliore
Si, l'avevo pensato, è che non si sa mai, guardi stasera... In effetti mi sento quasi sempre solo
Davvero?
Si, mi ci sono sempre sentito, voglio dire, nasciamo da soli, moriamo da soli, e mentre siamo qui siamo assolutamente sigillati nei nostri corpi, davvero assurdo, pensarci mi fa impazzire! La nostra unica esperienza del mondo esterno passa per la distorta percezione che ne abbiamo. Chissà com'è lei veramente, io vedo solo ciò che credo lei sia
Io sono esattamente come appaio.
(....)
La cosa per cui ne è valsa davvero al pena sono state le poche volte in cui ho stabilito un contatto con un essere umano.
Ho avuto un'intuizione su di lei! Avevo la sensazione che fosse un vero romantico!

Mi sento romantico anche io, voglio credere negli altri, voglio credere nell'amore.
Per chiudere il post porto un'ultima perla del film:

'Se ci aspetta un mondo senza sentimenti, non è il mondo in cui voglio vivere'


sabato 19 gennaio 2013

Beards really turn me on!

Oggi poche chiacchiere e molte foto, ma belle, e dico belle, per non dire da togliere il fiato!!


 



La barba è il mio tallone d'Achille, mi fa proprio perdere la testa!!
Queste foto le ho trovate su Instabeards, lui sa come risollevarmi la giornata.

.....Se ve lo siete chiesti, il doppio senso era chiaramente voluto! ;)

venerdì 21 dicembre 2012

Tenere un segreto

La tattica che ho utilizzato finora è stata il non pensare. Riempirsi di impegni, lasciarsi pochi spazi e anche in quelli distrarsi con un film, un libro o altro così da non dover pensare.
Ma ora tutto ciò non sta funzionando più, se finora ho represso la mia parte affettiva, ora non riesco più a gestirla, e mi rendo conto che essere solo mi sta iniziando a pesare.


Forse perché ora sono maggiormente consapevole e mi piacerebbe conoscere qualcuno ma la paura per me è ancora molta.
A volte basterebbe solo uno sguardo, un'abbraccio, una parola detta con affetto, ma in questo mondo tutto e tutti sono frenetici e sono troppo presi da loro che non si accorgono del resto che li circonda.


Non è detto che chi ha sempre il sorriso stampato sulla faccia sia una persona felice, forse lo sta solo facendo credere agli altri.
Il primo passo per me potrebbe essere parlare con qualche amico ma mi riesce proprio difficile aprirmi sul fronte omosessualità.
Il confidare una cosa così intima di me è come espormi totalmente, fornendogli il mio essere più puro.
Ed è proprio questo quello che mi spaventa, non posso avere il controllo sugli altri, non sarebbe nemmeno una cosa giusta. Come posso sapere se la persona rispetterà il mio volere e terrà per se questa mia confidenza o vorrà fidarsi e dirlo ad altre persone?
Non sono ancora pronto a sopportare un simile peso.
Anche perché poi non devo rendere solo conto a me stesso ma anche a chi mi sta intorno, come la mia famiglia. In un piccolo paese le voci corrono e passando di bocca in bocca vengono alterate e spropositate.
La domanda che mi pongo è: come posso migliorare la situazione che vivo? Per quanto tempo posso vivere in questa situazione?
La cosa migliore so quale sarebbe, ovvero vivere ciò che si è senza porsi troppi problemi e troppe domande.
Ma non sono quel tipo di persona purtroppo e mi perdo spesso e volentieri nei meandri dei miei pensieri che alla fine non mi portano a nulla se non da capo della situazione.
Il non riuscire a fidarsi di qualcuno ed aprirsi è davvero una gran scocciatura.

If I told you a secret
You won't tell a soul
Will you hold it and keep it alive
Cause it's burning a hole
And I can't get to sleep
And I can't live alone in this lie

So look up

Take it away
Don't look da-da-da- down the mountain

If the world isn't turning

Your heart won't return
Anyone, anything, anyhow

So take me don't leave me

Take me don't leave me
Baby, love will come through it's just waiting for you

sabato 15 dicembre 2012

Does it really get better?

Tempo fa su MTV trasmettevano Prof Sex, un programma in cui un'esperto di sesso, Dan Savage, girava per le varie scuole d'America dispensando consigli ai vari studenti ovviamente in campo sessuale.
In una puntata stava consigliando ad un ragazzo come comportarsi con la mamma della sua ragazza.
Raccontava che anche lui aveva avuto problemi con la famiglia del suo ragazzo per farsi accettare.
Incuriosito ho cercato informazioni in internet al suo riguardo.



Ho scoperto che Dan, assieme a suo marito, hanno fondato un progetto, ovvero il "It Gets Better Project", con lo scopo di prevenire il suicidio tra gli adolescenti che vengono vessati in quanto gay o presunti tali. Nel sito dedicato si trovano molti video di giovani e di adulti omosessuali che raccontano il loro vissuto, spiegando appunto che le cose andranno meglio. Sono intervenute molte celebrità e anche personalità pubbliche in sostegno del progetto, per citarne alcuni: Barack Obama, Hillary Clinton per poi passare a Zachary Quinto, Kesha, gli attori di Moder Family ecc..
Un video che mi è piaciuto e che voglio riportarvi è quello fatto dai dipendenti della Apple, in cui varie persone raccontano cosa hanno vissuto ma che alla fine per loro: It Gets Better.