lunedì 1 luglio 2013

Look right through me






L'ansia ti sale piano e nemmeno te ne accorgi. 
Parti con un piccolo pensiero che ti disturba, poi lo sommi ad un altro e un altro ancora. 
E quello? Certo, come posso non contare nemmeno quello?
E allora arrivi a realizzare che tutto questo è troppo.
Da quanti sopravvivi a questa situazione?
Da quanto hai smesso di vivere?
Da quanto quel tuo sorriso è in realtà un sorriso falso e lo celi così bene?
Dopo tutti questi pensieri e domande che percorrono in pochi attimi i tuoi pensieri, il corpo inizia a reagire in maniera allarmata.
Inizi a respirare sempre più affannosamente, fino a perdere il fiato.
E nell'istante di culmine, ti rendi conto che sei in preda al panico ma allo stesso tempo non hai più alcun pensiero per la testa se non il tornare a respirare.
E quel primo respiro arriva a pieni polmoni, come quasi il primo respiro che hai fatto quando sei nato che ti ha causato il primo pianto della tua vita.
Ora il tuo respiro è decisamente più regolare e all'improvviso riesci a calmarti.
La cosa tremenda è che il tutto accade in un lasso di tempo brevissimo e non riesci a capacitarti di come sia possibile.
Basta, certi pensieri è inutile farseli se si vuole prendere sonno.
Allora ti giri su un fianco, ti raccogli a guscio e cerchi di pensare a tutt'altro e sperare che domani sarà una giornata diversa.



Le giornate spesso le passo in casa, a tergiversare.
Prendo il libro ed inizio a studiare, ma dopo poco perdo la concentrazione e riprendere il filo sembra impossibile.
Ho così tante idee per la testa, mi piacerebbe fare così tante cose, scoprire cose che non conosco e visitare luoghi conosciuti solo per via indiretta.
Eppure continuo a rimanere seduto e a guardare il tempo che inesorabile ha già mangiato un altro secondo, un altro minuto, un'altra ora, un'altra giornata.
Il far niente riesce a vincere sulla voglia di fare.  


"Questi sono gli anni migliori, goditeli perchè poi non tornano più!"





Al momento non posso essere felice, perchè deluderei troppe persone. 
La mia felicità comporterebbe delle scelte che farebbero soffrire le persone che mi stanno intorno.
Piuttosto preferisco soffrire io e in silenzio, che dover subire certi sguardi.

Per quanto ancora riuscirò ad andare avanti così?  



Mi spiace per questo post così tardivo e così triste.
Ma questo post contiene pezzi sconnessi di vita che mi accadono.
In realtà ne avevo scritti altri, ma poi li ho cancellati, non volevo sembrare troppo tedioso.



"Quando uno è giovane tende a credere che la strada per la felicità sia una sola e piena di difficoltà.
 Ma in realtà, è molto più semplice di quanto si pensi" 

sabato 25 maggio 2013

Riescono gli occhi a celare l'anima?



Le cose nell'ultimo periodo non vanno.
Non vanno come avevo pianificato e sperato.
E ora che tutto va a puttane mi rendo conto degli sbagli che ho commesso.
E mi odio ancora più profondamente per non sapere cosa fare, di non saper prendere una decisione. 
E' che devo decidere per il mio futuro e mi sembra una cosa troppo grande per me.




Uscito dal liceo mi si prospettava un'infinità di scelte e di possibilità, mi sono iscritto all'università e anche ad una facoltà decisamente tosta. Almeno le materie mi piacciono, le studio volentieri, ma alcuni esami sono inumani, pesantissimi, quasi da mandarti fuori di testa.
Però mi sono rimboccato le maniche, i primi esami non sono andati bene, ma non volevo mollare, dovevo farcela. Le cose poi sono lentamente migliorate, ho iniziato a passare esami, non con voti eccelsi, ma questo non mi importava, ero soddisfatto perchè me l'ero sudato tutto.
Ora le cose sono ferme, sono bloccato e non riesco ad andare avanti.
Buttare tutta la fatica che ho fatto mi sembra una pazzia, d'altro canto la voglia di continuare è diminuita. Non so che fare. Sono disorientato. Ho paura. Proprio ora che mi trovo in un momento per me difficile, un pensiero presente da molto nella mia testa è emerso con violenza.
Io l'ho sempre tenuto nascosto sotto altre priorietà che credevo più importanti.
Mi ripetevo di continuo che non era il momento giusto, che prima sarei dovuto arrivare ad una certa stabilità.
Può sembrare una cosa sciocca, non lo so, sono delle convinzioni che mi sono messo io.
Nella mia testa mi ripetevo: pensa a studiare, all'amore ci pensi dopo.
E allora cos'è questa cosa che mi tormenta dentro e che non mi lascia stare?

Ma qualcosa che non torna c'è
C'è che ho freddo e non mi copro

Continuo a sfuggire da quello che in realtà cerco. La verità?
Sono stanco, stanco di non riuscire ad urlare al mondo che voglio amare ed essere amato.
Ho capito che senza amore non si può vivere, si potrebbe anche vivere ma sarebbe solo sopravvivere.
Avere qualcuno che si preoccupi per me, che mi chieda come è stata la mia giornata, che abbia voglia di ascoltare tutti i miei pensieri, le mie preoccupazioni, le mie paure, che mi abbracci e che dica che sarà sempre li per me e che insieme si superera tutto. 

Mi piacerebbe poter cucinare per lui,



fare il bagno assieme, 



guardarlo mentre dorme,



 proteggerlo, sotenerlo, incoraggiarlo, soddisfarlo, abbracciarlo, baciarlo.



Ma al tempo stesso mi spaventa enormemente questa cosa, perché credo che ora come ora potrei lasciare tutto e tutti per un po' di quell'amore che non ho mai provato, e questo non sarebbe giusto nei miei confronti. 

Si può avere così tanta voglia di amare da sentir il cuore scoppiare?

giovedì 16 maggio 2013

From russia with hate

Prima di leggere questo mio post vi suggerisco di leggere quello pubblicato recentemente da (In)consapevole, lo trovate qui.

Siamo in Russia, era la festa per la ricorrenza della vittoria degli alleati sui nazisti, e questo ragazzo aveva deciso di confidare a 2 suoi amici di 22 e 27 anni la sua omosessualità.
Posso provare empaticamente ad immaginarmi la scena, credo fosse anche spaventato ma pronto a ricevere sostegno, da quegli amici a cui aveva deciso di confidare quella sua parte di se' che non voleva più nascondere. Magari non trovava nemmeno le parole, magari guardava perfino in basso per non incrociare i loro sguardi, ma alla fine ha ammesso la sua omosessualità.



Non si può morire a 23 anni per aver aperto se' stessi ad altre persone.
Secondo la ricostruzione è stato torturato, gli è stata fracassata la testa e addirittura hanno infierito nelle parti intime con dei cocci di bottiglia. 
Tutto ciò cela non solo un disagio ma un odio profondo, così profondo da andare oltre qualsiasi legame che si possa avere con l'altro, vedendo solo un difetto che va estirpato dalla società.
Ciò cosa causerà? Credo molta paura, molti, per timore vivranno in silenzio, non vorranno parlare con altri, vivranno nella solitudine. Non è giusto.



Purtroppo la legge contro la propaganda omosessuale a breve sarà accettata e allora mancherà solo la firma di Putin per poter essere approvata.
Putin omofobo?
Certo che no, si è difeso dicendo: il governo non critica gli omosessuali ma critica chi è gay perché non contribuisce alla crescita demografica.

Non riesco ad aggiungere altro.

martedì 30 aprile 2013

Bacia quello che sa già di te

Non sono un fan sfegatato di Biagio Antonacci, ma questa canzone ha fatto breccia e non serve nemmeno spiegarvi il motivo, appena la sentirete lo capirete.
Esiste anche una versione cantata dalla Pausini ma, a mio avviso, cantata con una voce femminile si rischia di perdere il messaggio che la canzone voleva lasciare.


Le immagine del video sono prese dal film Latter Days, bel film, ve lo consiglio, se non lo avete visto lo potete trovare nel blog di Teo, ovvero qui






Guarda siamo soli in questa stanza
eppure c'è qualcuno che ci guarda
senti, non ne senti di rumori
eppure c'è qualcosa che si muove

Bacia quello che sa già di te
e spegni questa luce troppo forte
bello sto viaggiando a mille allora 
con te in una stanza quasi rosa




Qui nessuno può dividere
quello che ha voluto Dio
qui nessuno può decidere per noi

Accarezzami senza vergogna
ridi pure se ti và
e vedrai che primo o poi lo farai
fuori da qui
senza paura e con il sole
senza più occhi da evitare
senza paura e con il sole
con il coraggio di chi vuole





Guarda
questo amore si fa grande
e ci fa stare stretti in questa stanza
allora, allora fuori, rivestiamoci e poi fuori
e diamo luce a tutti i nostri sogni




sotto questo cielo azzurro coraggio
più nessuno toglierà
la mia mano dalla mano tua
vedrai
senza paura e con il sole
senza più occhi da evitare
senza paura e con il sole
con il coraggio di chi vuole

Guarda
siamo soli in questa stanza
eppure c'è qualcuno che ci guarda...

martedì 23 aprile 2013

Mi hai visto ultimamente?

Sei sbucato fuori all'improvviso, non ricordo che lezione fosse, ma durante la pausa, voltandomi, ti ho visto. E non potevo non notarti, ricalchi più che bene i canoni che mi attirano di un uomo.
Ti sei insinuato lento nei miei pensieri, lo volevo, anche se non lo volevo.
Eri schivo, ti sedevi sempre in fondo, non parlavi mai con gli altri, seguivi la lezione, poi prendevi e te ne andavi.



Quando la mattina arrivavo in classe mi sedevo tra i miei amici, però con lo sguardo controllavo se eri arrivato, se eri seduto con qualcuno o eri solo.
Capivo che stavi diventando un pensiero fisso quando, vedendoti, cambiava quel qualcosa in me.
Un giorno, finalmente abbiamo scambiato quattro chiacchiere su un esame che stavamo preparando entrambi, quanto mi piaceva sentire la tua voce, bassa e così calma, ma anche graffiante.
Ho cercato informazioni su di te con le poche cose che sapevo, ma ogni tentativo è stato vano. 



Ho scoperto che frequentavi l'aula studio, da solo con i tuoi libri, io stavo in mezzo ad altri e non potevo venire da te, e non avrei nemmeno saputo che dirti. Non riuscivo a studiare, continuavo a cercarti coi miei occhi, finchè anche tu gli hai alzati e mi hai guardato. 
Ho distolto subito lo sguardo, mi hai fatto agitare, eppure volevo guardarti ancora, quindi ho riportato lo sguardo su di te e dopo poco i nostri sguardi si sono incrociati nuovamente.



Dovevo smetterla, non è opportuno fissare le persone.
Chissà cosa avrai pensato.
Mi sono rimesso a studiare, questa volta seriamente.
Mentre mettevi via le tue cose e ti alzavi, ti ho guardato un'ultima volta, anche tu lo hai fatto, poi te ne sei andato.
Quella notte feci fatica ad addormentarmi, il tuo pensiero non mi lasciava stare.



Lì ho capito che stavo andando oltre, dovevo porre fine a questi pensieri che non mi avrebbero di sicuro portato a niente. Così pian piano ti ho lasciato andare, e sei scivolato via.


Tutto ciò accadeva più di un anno fa. 
L'altro giorno ti ho rivisto all'università, mi sei passato davanti, ti ho guardato ma non so dire se tu mi abbia visto. Chissà se hai notato che non seguo i tuoi stessi corsi, se ti sei mai chiesto che fine avessi fatto.
Sai, ogni tanto, io ti penso ancora.


domenica 7 aprile 2013

Quando mi concederò di andare a Cuba?

Fin da bambino, quello che mi sono detto era: anche se godrò di meno non sarò mai omosessuale

 Ma tu perché hai giurato a te stesso: non sarò mai gay?

Perché ho capito che poteva creare emozioni molto forti nelle altre persone, poi ho visto commentacci e quindi ho fatto una scelta di ordine, infatti fino ai 27 anni ho ascoltato quel bambino e ho tenuto fede a quella promessa



Questo pezzo l'ho estrapolato dall'intervista fatta dalla Bignardi a Sebastiano Mauri.
Di recente è stato pubblicato il suo primo libro: Goditi il problema.
Lui stesso lo ha definito fortemente autobiografico, e parla della storia di Martino e di come ha vissuto e poi esternato la sua omosessualità.
Ho riportato gran parte dell'intervista, o comunque i punti che ritenevo interessanti (e sono praticamente tutti) per chi non volesse vedere il video.







Queste sono le parole del padre, intervistato per la puntata:

"Ho scoperto attraverso il libro la mia cecità assoluta, è lì che ho trovato il mio elemento di sofferenza, non tanto per la sorpresa, quanto per il fatto che mi abbia sorpreso, avrei voluto saperlo da sempre, lo avrei accompagnato, avrei alleviato le sue sofferenze"

Ora continua l'intervista

Credo sia il caso di chiunque resiste a se stesso, chiunque non accetti una parte di se stesso.
Ogni volta che si combatte un problema, ci troviamo sempre a combattere proprio con i problemi che non possiamo risolvere, ed è come combattere contro i mulini a vento. Forse è inutile lottare, anche perché ti porta ad un percorso di sofferenza.

Capisco le paure di un bambino, capisco le insicurezze di un adolescente, ma poi il giovane uomo perché si è chiuso? Quale è stata la resistenza più grande?

La prima persona a cui si mente è sé stessi. Assolutamente, quindi quello che finisce poi a crederci sei tu. Immagina di pensare di essere attratti da una persona dello stesso sesso, è come essere attratti dalle foto di Cuba, e uno per ragioni politiche decide che a Cuba non ci vuole andare, e allora continua a rimanere con questa immagine di Cuba, vede l'Havana e fa altre vacanze. In realtà in queste vacanze non è che non si diverte.

Cioè tu non volevi essere gay

No, nel tempo però ho anche avuto una fidanzata, per molto tempo e che ho anche molto amato. Uno non è che non vive tutti i giorni, si sveglia la mattina e dice: un altro bel giorno di menzogne.
No, uno da un senso alla propria vita, ovviamente, per sopravvivere.
Poi quando mi sono finalmente concesso di andare a Cuba, ho scoperto che io adoravo Cuba!

Quindi è stata una scoperta tardiva quella di Cuba?

E' stata una scoperta tardiva, però poi ho recuperato

E' stata casuale, inaspettata?

Quello che mi ha fregato, per fortuna, è stato l'amore. Finché uno resiste a pulsioni sessuali, è facile credere a quelli che ti dicono che le pulsioni sessuali vanno combattute e non parlo della mia famiglia ma del sistema.
Pensa che c'è un sito che ti mostra quante volte al secondo sui social network viene usata la parola faggot o gay in senso denigratorio. Se la vedi ti viene l'ansia, è come il debito pubblico, aumenta il numero ad una velocità bestiale. (qui il sito) Per cui uno ha una resistenza ad identificarsi a questa parola.
Tornando al discorso, quando ti innamori, l'amore è la vita stessa, è la ragion di vita. 
E' la ragione per cui vale la pena vivere.
Credere che quello sia sbagliato, convincerti che devi resistere a quella cosa è impossibile. Io non ce l'ho fatta, per fortuna. E poi ho iniziato un nuovo percorso.

Mi ha colpito molto una tua frase, quando una volta mi hai chiesto e fatto notare: hai visto molti gay nell'alta borghesia milanese?

Ho molti amici d'infanzia a Milano e poi quelli risultati gay sono, se non altro, molto al di sotto le medie statistiche. Ho l'impressione che ammettere la propria omosessualità in un ambiente borghese sia difficile.
Probabilmente per le molte aspettative e poi in Italia la situazione è peggiore rispetto al altri paesi.
Basti pensare che nella Comunità Europea sono rimasti altri 4 paesi che non hanno legislato in nessuno modo e sono: Grecia, Irlanda, Slovenia e Polonia, oltre all'Italia. Quello che ci rimane alla fine è la lotta per gli ultimi posti.
E' anche cambiata adesso la percezione dei gay in televisione, non c'è serie tv americana che non abbia un personaggio gay, quand'ero piccolo, c'era solo il vizietto, il foulard, oppure se c'era una storia gay finivano sempre nel fosso. C'è sempre questa condanna tragica, questa assoluta non visione di possibilità di famiglia.
Per un genitore quando il figlio ti dice guarda che mi piacciono gli uomini, subito metti una grossa croce sopra la parola nipotini, può essere anche non vero, ma succede psicologicamente.
Per arrivare a mettere il tuo nome su una frase che inizia con frocio, ci vuole un percorso.

Ci stai dicendo che è ancora tutto complicato, sia dal punto di vista psicologico che dal punto di vista sociale

Secondo me è assolutamente ancora tutto complicato.

Fa più impressione sentirlo dire da te, artista, che gira il mondo, che fa parte di una grande famiglia, persona di grande talento, però ci stai dicendo con che disagio e con che fatica hai fatto questo percorso e ti guardi intorno insomma, consapevole che ci sono ancora un sacco di problemi.

Si, basti pensare che abbiamo avuto un presidente del consiglio, che in nessun'altra repubblica democratica avanzata può succedere, che dice frasi come: meglio andare con le ... che essere gay, insomma, la conosciamo tutti. In Italia quando abbiamo avuto la sinistra al governo è caduto il governo perché hanno provato a far passare, non dico un matrimonio gay ma un atto di serie B con un nome impronunciabile, perfino quello ha fatto cadere il governo, non possiamo fingere che in Italia non ci siano problemi. Perfino la legge contro la violenza, hanno dovuto specificatamente togliere che se uno picchiava un gay chiamandolo frocio per strada non era più grave, mentre per qualunque altra minoranza lo si è mantenuto.
Perché se uno è frocio lo sceglie, questa è l'idea, se uno è gay è comunque una sua scelta e comunque secondo me è anche sbagliata la terminologia.
Anche la parola omosessuale è sbagliata, perché riporta sempre l'accento sulla parola sessuale, ti ricorda sempre che c'è un atto sessuale e a te magari da anche fastidio immaginarlo ogni volta che io te lo dico, Dio mio chissà quei due li che cosa fanno. Dovrebbero chiamarsi omoaffettivi. Il sesso è un dettaglio di un pacchetto molto più complesso, che è soprattutto l'affetto, un progetto di vita.

Come hanno reagito i tuoi amici, questa società dove non è così comune la tua scelta, al tuo libro?

Molto bene, devo dire molto positivamente. Ho preso spunto, per il romanzo, da una scrittrice americana che consigliava alle casalinghe, per sbloccarsi, di scrivere come se tutte le persone che conoscevano fossero morte. Per quanto tragica l'immagine è anche liberatoria.
In questo romanzo ho messo anche i peggior segreti della mia vita, il che vuol dire che adesso chiunque ha accesso ai miei segreti, ma ciò vuol dire che mi sono disfatto dei miei segreti. Io mi sono molto alleggerito, me ne sono accorto, avevo un sacco di fardelli, e le persone che lo leggono intorno a me finiscono per fare la stessa cosa. Consiglio a tutti di lavare i panni in pubblico. Si sta solo meglio poi.



Condivido tutto, dalla definizione di omoaffettivi che trovo davvero azzeccata, alle difficoltà che ancora oggi ci si ritrova a vivere e al dolore che ti attanaglia. Certo uno si può concedere le vacanze che vuole ma prima o poi a Cuba ci dovrebbe andare.
Sebastiano è un uomo colto e affascinante, ne sono rimasto fortemente ammaliato. 
Di sicuro leggerò a breve il libro. 

giovedì 4 aprile 2013

Hey, Romeo!

Premmetto subito che la foto non c'entra col pezzo, solo che essendo un gran figo il ragazzo in foto, e avendomi turbato (ovviamente in positivo la giornata!) mi sembrava scorretto non dedicarli uno spazietto!

 


Credo sia quasi inevitabile, un passaggio obbligato o che almeno ognuno di noi ha fatto, anche solo per curiosare.
Parlo dei siti di incontri.
Io mi sono iscritto per curiosità, suppongo al più conosciuto tra i siti di incontro gay, ovvero Gayromeo.
Non ho utilizzato alcuna foto e non ho inserito nessun dato personale, ero interessato più che altro a vedere e studiare l'ambiente. Mentre organizzavo il tutto ero nervoso, agitato, avevo paura di essere scoperto, rintracciato, so che non è possibile e che è una cosa stupida da pensare eppure questo mi fa riflettere e su quanto ancora devo lavorare sopra la mia accettazione.
Nemmeno passa 1 secondo dalla mia avvenuta registrazione che già mi scrivono:
ciao
ciao
cm stai?
bene, tu?
io cerc osesso, t intressa?
no, grazie

Ma io dico, mi sono appena iscritto, non ho messo nessuna informazione, senza foto, potrei essere chiunque, che mi scrivi subito per scopare? Speravi che visto che eri il primo a scrivermi mi sarei sentito galvanizzato per essere stato subito rimorchiato e mi sarei concesso ad un estraneo? E almeno scrivi in italiano!
(Buongiorno umorismo! Mi sono proprio svegliato bene oggi, no?)

Ecco avevo messo come città Roma, avevo scelto appunto la capitale pensando che essendo ampia la popolazione, sarà anche maggiore la percentuale di gay e quindi potessero diminuire le possibilità di ricevere subito messaggi, ma sbagliavo di grosso, quindi ho subito cambiato città con una a caso oltreoceano. (mi hanno scritto anche li, ma almeno sono stati meno diretti, anche se il fine era lo stesso)
La cosa principale che non mi piace di questi siti è che sembra di stare davanti ad una vetrina a scegliere con chi passare delle ore liete a darci dentro. L'idea di poterci trovare un fidanzato mi pare remota, certo non impossibile ma comunque mi sembra molto ardua.
Dato che finalmente nessuno mi scrive (mi sembrava maleducato non rispondere) passo alla ricerca, e scelgo regione e città.
Si aprono molte pagine, cosa faccio ora? Apro tutti i profili con le foto e do' un'occhiata.
Sono stato decisamente critico, ma potendomi basare su poche informazioni non potevo fare altrimenti.
Mi piace leggere quello che scrivono nei profili, questo aiuta molto la mia selezione, spesso in negativo eliminando chi utilizza una grammatica scadende, permettetemelo ma l'uso improprio dell'italiano proprio non lo sopporto.
E non sopporto nemmeno chi si crede un gran figo e impone che chi lo contatti abbia connotati quasi divini ma mai al di sopra dei suoi, sia mai che la sua travolgente avvenenza possa essere messa in secondo piano.
Inoltre ho tolto tutti quelli che cercano sesso, sesso e ancora sesso, certo è una necessità corporea, e non è che non la senta ma al momento sento maggiormente la necessità di nutrire la mia anima.
Mi rimangono pochi profili, circa 3, bei ragazzi, svegli e non banali. Entrambi sono verso la 40ina, per me non c'è nessun problema, anzi li preferisco di gran lunga più grandi saggi di me, non so però se possa valere il contrario.
Ma poi tutto si è fermato qui, non mi sentivo a mio agio, non mi sembrava una cosa giusta da fare.
Le solite paure, le solite incertezze sono riemerse. 
Spesso nei profili trovo scritto: Non voglio indecisi o quelli che non sanno cosa vogliono.
Io so cosa voglio ma non so se ora riesco a lottare per averlo. Vivo ancora nascosto e fare il primo passo non è semplice, vorrei farlo con calma e con una persona che capisca e che sappia aspettare e sopportare i miei tempi.
Che palle di situazione e che palle che sono io.

venerdì 22 marzo 2013

Manzo

Sarà l'arrivo della primavera, saranno i miei ormoni che in questo periodo sono particolarmente arzilli, ma mi innamoro ogni 5 minuti. Intendiamoci, l'innamoramento è un'altra cosa, ma ci sono dei gran bonazzi in giro e non puoi non seguirli con lo sguardo. Ho notato che è una cosa che mi accade maggiormente nell'ultimo periodo, credo possa definirsi come un altro passo avanti della mia accettazione, sono piccoli passi ma è con quelli che si arriva al traguardo. Purtroppo tutti i pensieri che mi faccio rimangono nella mia testa e non ho nessuno con cui poter condividerli (e certi pensieri è il caso che se ne stiano nella mia testa! Ahahahahah!)
Anche se certe volte non riesco proprio a non perdermi in certi sguardi! Come si fa a resistere a cotanto splendore?


Ecco, uno a caso va benissimo, e mi rendo conto che mettere immagini di manzi ha aumentato molto l'ormone. Voglio un manzo adesso, voi sapete dove li vendono?

lunedì 18 marzo 2013

Purtroppo ancora

A poco più di un mese dalla scomparsa di Arpad Miklos, apprendo della morte di un altro pornoattore, Wilfried Knight, anche lui suicida.
La storia che lo ha portato a compiere questo gesto è davvero triste, ma ritengo sia importante e doveroso riportarla.
Riassumendo brevemente la sua vita, nasce in Germania nel 1978, cresce in Francia dove si laurea in giurisprudenza. Inizia poi la carriera da attore pornografico a 26 anni, dopo qualche anno però si deve fermare perché scopre di avere un cancro. Esce vincitore da questa battaglia, torna sulla scena fino ad aggiudicarsi un importante premio come performer dell'anno.
Probabilmente è proprio durante questo periodo che conosce Jerry Enriquez, e nel 2008 i due si sposano a Vancouver.


Ed è proprio a Vancouver, dove sono legalizzati i matrimoni omosessuali, che decidono di porre le basi per la loro vita. Fino a quando Jerry perde il lavoro. Li iniziano i problemi, poichè se Jerry non riesce a trovare un lavoro, non possono rimanere in Canada e Wilfried rischia l'espatrio, spostarsi negli Stati Uniti non servirebbe dato che la loro unione canadese non sarebbe stata riconosciuta. Dopo cinque infruttuosi mesi, Jerry decise per un gesto estremo, e si tolse la vita.
Credo che un misto di dolore, senso di colpa, il sentirsi abbandonato anche dalle istituzioni e da quello stato che dovrebbe tutelarti, abbiano portato Wilfried, a soli 35 anni, ad uccidersi nello stesso albergo dove lui e Jerry si erano dichiarati amore eterno.
Come può questo non essere un amore riconosciuto?


 

Riposa in pace Wilfried






lunedì 4 marzo 2013

Ma siamo ancora a questo punto?

Quando ho un po' di tempo libero mi piace sfogliare i giornali online e leggermi qualche notizia.
Mi è capitata sottomano la notizia di questo ragazzo 20enne che ha denunciato i genitori perchè stanco delle continue vessazioni che riceveva per via del suo essere omosessuale.
Ora, conosco solamente la situazione in base a quello che riporta la notiza, quindi non so dire se ci fossero già altri problemi in casa ma questo non c'entra molto col fatto che due genitori non dovrebbero far vivere al proprio figlio in questo modo la sua omosessualità.
Già il fatto che il figlio abbia trovato la forza per dirglielo è ammirevole, molti (compreso il sottoscritto) non lo fanno per le più svariate ragioni. Probabilmente si fidava e si aspettava supporto, e invece, che bel sostegno che ha ricevuto. Ma quello che mi ha fatto, permettetemi, girare i testicoli sono stati i commenti.
No, dico, siamo ancora inchiodati a queste convinzioni? Basta!



Ora vi riporto alcuni commenti:

''Certo per ogni genitore non è una bella notizia sapere di avere un figlio gay . E' facile parlare quando il problema è degli altri . Siamo tutti professori !!! Inutile negarlo, un gay nella vita avrà problemi, con tutta la comprensione di questo mondo . Inutile essere ipocriti .''

''fermo restando che rispetto le scelte di ciascuno purche non turbino il mio quieto vivere, non ritengo che l'essere gay sia una cosa "normale". Ci stà che due genitori non esultino alla notizia di un figlio gay....''

''Ho due figli, entrambi fidanzati e sono contento . Avessi avuto un figlio gay per me sarebbe stata una disgrazia essendo io molto cattolico ( anche se non molto praticante ). Ad ogni modo ognuno parla per se. Io sono poco aperto alle mode e ai diversi.''

Alla domanda: 
''la informo anche che per la religione cattolica il sesso anale è considerato abominio ma in nessuna scrittura vi è esclusività per gli uomini e dunque vale anche per le coppie eterosessuali.... adesso che mi risponde ???''

la risposta è stata:
''..adesso che mi risponde ???
Rispondo: "Cosa c'entra il didietro con la sfera riproduttiva?". Che a qualcuno piaccia ricevere "buone nuove" sono affari suoi, peró rimane comunque un atto fine a se stesso, a scopo di solo godimento personale.
Ossia EGOISMO.
In definitiva: se vuole fare del suo corpo ció che vuole lo faccia, peró non davanti a me: esogo si rispettino le mie convinzioni e i miei diritti, come lei esige siano rispettati i suoi. E la finiscano con le nausenati dimostrazioni di "orgoglio gay". Orgoglio...di che?
E alla tal signora felice che il figlio sia gay mi vengono due domande da porle. la prima é se non le interessa essere nonna, con un piccino sangue del suo sangue, e la seconda che cosa ha provato quando ha visto suo figlio baciare un altro uomo? Sono sincero, e chiedo scusa, ma é la veritá: solo il pensiero mi ha attorcigliato lo stomaco. É proprio impossibile ottenere rispetto?''


La faccia finita, sia una persona normale, eterosessuale, con una moglie e dei figli. O.K.?
La sua risposta:"Io non la posso obbligare ad essere un bel niente! Lei ha il diritto di scegliere nella vita quello che piú ritiene adatto a lei."
Perfetto.
"Io non la posso obbligare....!!!"
"Peró lei vuole obbligare me ad accettare qualcosa che io non sopporto. Cosí come pretende obbligare a dei genitori ad accettare qualcosa che non vogliono accettare."
I genitori, se sono Genitori con la G maiuscola devono...? Non sia infantile di nuovo.É obbligatorio accettare un figlio drogato? O che spaccia droga? Un figlio terrorista? Un depravato? Un assassino?
Non é forse l'eccessivo lassismo dei genitori con la G maiuscola, che ha portato all'anarchia attuale? Quanti giovani minori finiscono in Ospedale in coma etilico? O gonfi di droga?
Il motivo? Non lo immagina? Decadenza. Decadenza morale, umana, civile, etica. Una perdita dei valori di famiglia e societá. Troppa libertá a chi non ha un manuale di istruzioni per sapere come gestirla.


Ancora con sta storia delle scelta? Certo, di punto in bianco una mattina mi sono svegliato e ho deciso che mi piacevano gli uomini. Che bei paragoni ci sono stati, siamo stati messi allo stesso livello di: drogati, spacciatori, terroristi, depravati, ne vogliamo aggiungere qualcun altro? 
Anche voi omosessuali che vi fate vedere in giro, basta! Turbate il quieto vivere! A questo punto creiamo un bel ghetto e rinchiuduamoli tutti dentro così non disturbiamo più la pace e la serenità delle persone con la nostra vita lussuriosa e scandalosa!
Poi il molto cattolico ma non praticante è il migliore, siccome la chiesa vorrebbe bruciarci al rogo, di conseguenza la pensa anche lui così, complimenti, continui a tenere la testa sul collo come ornamento che le riesce benissimo! 
L'ultimo non merita nemmeno commenti, parla da solo, vorrei solo dire che c'è una bella differenza tra il rispetto e l'accettare una realtà. Lei può benissimo non condividere la vita di un omosessuale ma deve almeno averne rispetto come noi ne abbiamo della sua, anche se non la condiviamo.


martedì 26 febbraio 2013

Due uomini che si baciano non è una cosa normale

L'altra sera sono uscito a cena coi parenti, tra i tanti discorsi è saltato fuori l'argomento dell'uomo incinta. Scott Moore era una donna, ma una volta uomo ha sentito il desiderio di paternità ed è rimasto incinta.


Certo, è una cosa inusuale, tra i parenti c'è chi l'ha definita come non normale, poi il discorso si è spostato sul fatto delle adozioni per le coppie omosessuali.
Il principale problema sollevato è stato il fatto che il bambino avrebbe vissuto in un ambiente di discriminazione e che gli avrebbe precluso il fatto di poter vivere un'infanzia tranquilla.
Una volta a scuola, tra gli altri bambini, confrontandosi sarebbe venuto fuori il fatto di avere due padri o due madri e i bambini spesso sono diretti e 'cattivi' e prendono in giro e discriminano facilmente.
La mia obbiezione iniziale è stata che non la vedo come una cosa non normale, semmai non è una cosa che si è soliti vedere. Dal mio punto di vista non ci sono problemi nell'affidare un bambino ad una coppia omosessuale, il problema sarebbe la società e l'ignoranza della gente. 
Appunto il problema di fondo sta nella società, e di esempi di omofobia purtroppo ce ne sono a bizzeffe. 
Inoltre fin da piccoli non ci viene mostrata l'altra possibilità, quella omosessuale, spesso la si scopre per vie traverse e filtrata. Ma nessuno ha mai pensato che cosa prova un ragazzino quando sente di provare attrazione verso l'amico maschio? Contro quali pensieri deve combattere nella sua testa? Passa tutto un percorso di rifiuto, spavento, negazione, rassegnazione e poi se uno ci arriva accettazione. Nemmeno dovessimo elaborare un lutto, dobbiamo ''solo'' affrontare una parte di noi stessi.
È vero non è per tutti così, però credo che lo sia per la maggior parte di noi.
Quindi la scelta migliore potrebbe essere di educare fin da piccoli alla possibilità dell'omosessualità?
Come risposta ho avuto che i bambini potrebbero non capire e confondere l'amicizia con l'amore.
E allora che problema ci sarebbe?
Mi è capitato di chiedere ad un bambino di 10 anni cosa ne pensa se vede due uomini che si baciano, la sua risposta è stata: Che schifo!
Conosco la famiglia ed è tollerante (che poi cosa si dovrebbe tollerare? va beh... ), ma comunque lui  ha ricevuto questo pensiero e sono convinto che non l'ha ragionato di suo, lo segue perchè anche gli altri lo pensano. Quindi mi sento convinto di dire che se si insegnasse fin da piccoli a rispettare il prossimo, che siano bambini di coppie omosessuali, o di single, o di genitori separati, si potrebbe vivere senza il peso delle cattive parole degli altri.



La cena poi è proseguita, ed ho avuto un battibecco (credo non serva che vi dica chi dei due sono io):
Se vedo due uomini che si baciano non è una cosa normale.
Dire normale non è il termine corretto da usare, così fai intendere che sia anormale.
Allora se vedo due uomini che si baciano non è naturale.
La natura prevede l'omosessualità, è una cosa del tutto naturale.
Ma solo l'amore tra l'uomo e la donna crea la vita.
L'amore non è fine alla procreazione e soprattutto l'amore non ha sesso. I sentimenti che una persona può provare per un'altra, indipendentemente dal sesso di quest'ultima, a mio avviso sono gli stessi che tutti possiamo provare. Non possiamo distinguere amore etero e amore omo.


Sembrava quasi intendessero che l'amore omosessuale possa essere solo fisico, solo basato sul sesso. Mi spiace ma io non la credo in questo modo, per nulla. Che poi mi girano quando mi usano certe parole, tipo: è normale. Ma cosa vuol dire normale? 
Io direi che normale è tutto quello che socialmente ci viene proposto ed accettato dai più. Ovviamente tutto il resto non vuol dire che sta fuori dal mondo!!

Quanta pazienza ci vuole, delle volte non mi rimane nemmeno la forza di controbattere.
Eppure non mi pare di portare dalla parte degli omosessuali, sto solo cercando di far rispettare la vita e la libertà delle persone. Mi lascia perplesso questa mancanza di onestà intellettuale che trovo nei discorsi della gente. I loro pensieri spesso sono prodotti o dalla chiesa o dai pregiudizi insiti in loro.
Quand'è che le persone inizieranno a ragionare con la loro testa e a mettere in discussione le loro credenze?
Che poi potrebbero pure rafforzarsi ma almeno passerebbero attraverso un processo di autocoscienza e  sarebbero partorite da una mente pensante.

Eppure poi sono proprio i bambini a darci gli insegnamenti migliori, dalla loro purezza e semplicità molta gente dovrebbe prenderne esempio, guardate questo bambino si chiama Calen e alla vista di due omosessuali reagisce in questo modo... 

        


Volevo dire tante cose e forse mi sono perso un po', ma credo di essere riuscito a farmi intendere.


lunedì 18 febbraio 2013

L'ora del lupo

"L’ora del lupo è l’ora tra la notte e l’alba. E’ l’ora in cui molte persone muoiono, quando il sonno è più profondo e quando gli incubi sono più reali. E’ l’ora in cui gli insonni sono tormentati dalle loro più profonde paure, quando i fantasmi e i demoni sono più potenti. E’anche l’ora in cui molti bambini nascono”.



Non so definire di preciso che cosa mi stia accadendo nell'ultimo periodo. Il mio umore cambia troppo repentinamente, probabilmente è dovuto al fatto che al momento non ho una routine di azioni da compiere.
Durante il giorno, ancora di più se c'è il sole, le cose mi sembrano più facili, possibili, quasi ridicole a dirsi, ma poi quando il sole cala e pian piano la notte inghiotte la luce le mie sicurezze vacillano.
No, non sono metereopatico, mi ci mancherebbe anche quello!
Certo la paura del buio è una paura recondita dell'uomo, una paura ancestrale che ci si porta avanti fin dagli uomini primitivi, però non ne sono spaventato, anzi direi che la notte ha decisamente il suo fascino.
Quando arriva il momento di coricarsi però ci siamo solo io e i miei pensieri, e li mi frego. 
Cosa ne sarà di me domani? Dei miei progetti, dei miei sogni, delle mie aspettative? Non me lo avevano detto che era così difficile crescere, specialmente nella situazione in cui ci troviamo ora.
Questa costante paura di non farcela, di non riuscire a portare a termini gli obiettivi che mi sono (im)posto, dell'incertezza del domani, del dover dare spiegazioni, del non sentirmi totalmente libero.
Quando l'angoscia inizia quasi a non farmi respirare la smetto, mi sforzo di pensare ad altro, altrimenti non mi addormenterò mai, è difficile, lo so, ma poi infine la stanchezza sopraggiunge e finalmente riesco a dormire.


         

Lie awake in bed at night
And think about your life
Do you want to be different?
Try to let go of the truth
The battles of your youth
'Cause this is just a game

It's a beautiful lie
It's the perfect denial
Such a beautiful lie to believe in
So beautiful, beautiful lie it makes me

It's time to forget about the past
To wash away what happened last
Hide behind an empty face
Don't ask too much, just say
'Cause this is just a game

Everyone's looking at me
I'm running around in circles, baby
A quiet desperation's building higher
I've got to remember this is just a game

So beautiful, beautiful
It's a beautiful lie



giovedì 7 febbraio 2013

A chi racconto il mio dolore?

Ho appena appreso la notizia della morte di Arpad Miklos. Aveva 45 anni e ha deciso di togliersi la vita.



Ogni volta che sento queste notizie rimango scosso. Per arrivare al suicidio devi aver provato un dolore atroce, che ti consuma dentro, che non ti lascia più niente, nemmeno la forza di voler vivere un giorno di più.
Ho cercato qualche informazione in più su di lui, ho scoperto che è laureato in chimica, prima di diventare un pornoattore lavorava presso delle aziende farmaceutiche. Purtroppo però viveva a Budapest in pieno regime comunista e quindi non poteva vivere liberamente la sua omosessualità. Con il crollo del comunismo e quindi anche della censura giornalistica si diffusero oltre che le notizie tenute celate per interessi di regime, anche le riviste gay, e grazie a quelle gli si aprì un mondo, diventando poi attore e spostandosi negli USA e ottenendo il successo che lo ha reso noto ai più.
Probabilmente, avendo vissuto una situazione così difficile da giovane, decise di aprire un'associazione in aiuto dei giovani ragazzi gay. Era estremamente sensibile alle problematiche degli ambienti LGBT e si batteva ogni volta che gli era possibile a favore dei loro diritti. 



Le persone che gli stavano vicino dicono che fosse depresso nell'ultimo periodo, che soffrisse appunto di depressione. Però non credevano stesse così male, che stesso soffrendo fino a questo punto.
Depressione, questo maledetto male moderno che colpisce troppe persone, persone delle quali non potremmo mai immaginare.
È una cosa così emblematica, lui davanti alle telecamere si spogliava senza problemi, con naturalezza, eppure non è riuscito a spogliarsi davvero con nessuno.
Perché Peter (Arpad Miklos era il nome d'arte) non ne ha parlato con qualcuno? Cos'è che lo faceva stare tanto male? Perché nessuno se n'è accorto e l'ha salvato?
Credo perché non te ne accorgi, perché spesso sei talmente preso dalle tue cose che non vedi negli altri i problemi, che magari una sciocchezza per te è in realtà un enorme problema per qualcun'altro.
Ho imparato ad avere profondo rispetto per gli altri, non posso giudicare il dolore altrui, devo rispettarlo, capirlo e poi cercare di alleviarlo.
Mi spiace sia finita così, ovviamente non conoscevo Peter però mi sarebbe piaciuto poter fare qualcosa per lui, vorrei poter fare qualcosa per tutti quelli che si sentono soli. A volte potrebbe bastare un piccolo gesto, uno sguardo o un abbraccio, oppure semplicemente ascoltare con attenzione quello che ha da dirci l'altra persona.
Riposa in pace Peter.


Non è proprio il mio genere di canzone, però quando ho fatto attenzione al testo, sono rimasto colpito nel modo in cui hanno comunicato questa 'malattia dell'anima'.
Questo è il pre della canzone, è intitolato solitudine di massa

Si, senti anch' io non riesco più a capire
in 'sto delirio che cazzo succede
aspirante asceta metropolitano,ora nel casino si domanda...
Hey scusi Signore, io cerco una risposta
è il segno dei tempi la solitudine di massa
I can't go on
Yes it is,tu dici che è una malattia dell'anima e quindi
there's a shadow hangin' over me
a chi racconto il mio dolore?
ragione e follia fifty/fifty, si, sono presenti
quando dimmi quando la follia
quando,si,diventa malattia?
Tu dimmi quando/oh when?
Si dimmi quando/oh when?
Nessuno di noi abita il mondo

ma ha la propria idea,
la propria idea di mondo/Can't go on...
Una visione anche distorta/I can't go on like this
Sei tu e la tua ombra
There's a shadow hangin' over me,
now there's ashadow hanging over me...


Ora invece, inizia la canzone

Sei perso dentro freddo e caldo fuori
La gente torna a casa e non riesce più ad uscire
Molti escono di casa e non vogliono tornare

Pareti di una stanza che si stringono
profili di ombra scura si ingrandiscono

Pandemia diffusa
Nevrosi depressiva
Casi lievi che li trovi li distesi per la vita

Bastardo che mi rubi il sonno sei qui con me
Mille passi più lontano sempre con me
Io non ti riconosco somigli a me
all'altra metà di me


Io e la mia ombra
Io e la mia ombra
Io e la mia ombra
Solo io e la mia ombra